7 Luglio – Hevalen: Davide Grasso presenta il suo libro al Tempo Rosso!

Sabato 7 luglio , dalle 18,30, al Centro Sociale Tempo Rosso di Pignataro Maggiore ci sara’ la presentazione del libro Hevalen con l’autore Davide Grasso, giovane italiano che ha combattuto da volontario nelle formazioni curde del nord della Siria contro l’Isis, con lui altri due internazionalisti da poco rientrati in Italia dal Rojava. L’iniziativa e’ promossa dalla collaborazione tra lo Spazio Cales di Sparanise e il Tempo Rosso di Pignataro Maggiore. Continua a leggere

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Corteo Antifascista del 25 Aprile a Capua!

Il fascismo non è morto, anzi gode di ottima salute. In un paese in cui tutte le forze politiche dell’arco parlamentare utilizzano strumentalmente lo spauracchio della sicurezza ai fini elettorali e la pratica del fascismo di stato per reprimere il dissenso, le organizzazioni neofasciste hanno acquistato un ruolo centrale. Come ieri così anche oggi i Fascisti sono la mano armata di bastone del potere, dal PD di Minniti alla Lega di Salvini, utili a creare quel terrore necessario tra la gente a far passare qualsiesi decisione che limiti gli spazi di democrazia, per garantirsi il controllo di un paese schiacciato dalla crisi economica e dalle politiche di rapina dei governi che si sono succeduti.

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Sgombero Tempo Rosso, rinviato il verdetto.

Si è tenuta stamattina l’udienza per il procedimento in merito alla misura cautelare di sgombero richiesta per il Tempo Rosso. Pare proprio che l’impianto accusatorio messo in atto dalla Procura sia stato ritenuto per nulla sufficiente a confermare l’applicazione della misura richiesta. Continua a leggere

Sgombero Tempo Rosso, verso e oltre l’udienza del 1 marzo!

Giovedì 1 marzo ci sarà l’udienza che discuterà in merito ad una misura cautelare di sgombero richiesta per il Csoa Tempo Rosso. Abbiamo già affrontato processi per i nostri percorsi politici, sempre assolti tra l altro, e non abbiamo mai temuto il giudizio espresso in un aula di tribunale. In questo periodo pre-elettorale, uno dei più imbarazzanti in provincia causa il nulla totale se non spartizioni di voti e poltrone, sapevamo benissimo che le spinte politiche avrebbero navigato contro di noi, contro chi in paesi ridotti a merce scadente di grandi interessi speculativi non ha mai abbassato la testa, ma anzi molti piani li ha fatti saltare.

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Elezioni 2018: l’unica scelta utile rimane l’astensione, il rifiuto! Rilanciamo il conflitto, costruiamo autorganizzazione

Un’altra elezione è alle porte, il 4 marzo si tornerà alle urne per eleggere i “nuovi” governanti. Il teatrino della politica istituzionale si è già riaperto, tra finte contrapposizioni e solite promesse elettorali. Promesse che tuttavia non ingannano più i governati costretti a sopportare l’arroganza di un potere marcio che ci vuole precari a vita nel lavoro come nell’esistenza e ci chiama solo quando gli fa comodo, a legittimarlo con una croce in bianco per toglierci anche la parola.

Che si tratta di un potere in crisi, anche se ancora saldamente legato alle sue poltrone lo dimostrano i trend di astensione degli ultimi anni non solo in Italia, che evidenziano una distanza sempre più profonda tra istituzioni ed abitanti, tra bisogni sociali insoddisfatti e logiche di palazzo piegate ai diktat dei poteri che contano veramente; agli interessi delle lobbie, del capitale internazionale impegnato in un’aspra concorrenza interna per ridisegnare sul piano geopolitico globale aree di influenza e distribuzione dei profitti a scapito dell’umanità e del pianeta stesso. Un potere sempre più armato che utilizza le sue istituzioni, nazionali e transnazionali per imporre le politiche economiche agli stati, che decide arbitrariamente i confini, che alimenta lo scontro tra poveri e sempre più spesso fa ricorso al terrorismo ed alla guerra.

In questo quadro di comando anche quando nuove forze politiche, hanno i numeri per governare – il caso greco vale per tutti – in realtà non hanno alcun potere reale di farlo.
(Anche dove attraverso appuntamenti referendari il dominio apparentemente legittima la volontà popolare, notiamo che la decisione finale spetta sempre ad altri, basti ricordare il referendum per l’acqua pubblica tenutosi nel 2011 dove il fronte contro la privatizzazione vinse in maniera schiacciante ma di fatto il servizio idrico è un servizio pubblico a “rilevanza economica” da gestire secondo le leggi del mercato). Continua a leggere