Dall’art.18 alla distruzione del trasporto pubblico provinciale casertano. Quello che il Presidente delle banche non vede.

Il governo “tecnico” di Monti-Napolitano, come nelle nostre previsioni, con velocità impressionante applica la riduzione dei diritti in ogni ambito: mentre le prime proposte del ministro dell’istruzione, come l’abolizione del valore legale dei titoli di studio, vanno nella direzione di proseguire quei processi di privatizzazione nel mondo della formazione, assistiamo ad un rapido impoverimento di casse destinate al welfare e, dulcis in fundo, si prosegue con la riforma del mercato del lavoro!

Una riforma giustificata con l’obiettivo di incentivare le imprese estere ad investire sul nostro territorio mediante la libertà assoluta nel licenziamento dei dipendenti. Viene resa vana la tutela operata sui diritti dei lavoratori dall’art.18, in una cooperazione tra governo e sindacati come al solito poco inclini alla lotta e completamente assoggettati alle scelte imposte dal padronato nostrano e dai poteri finanziari transazionali; Tutto ciò condito della continua e logorante litania del “padre della patria” Napolitano, che incita al sacrificio per il risanamento del debito pubblico. Continua a leggere

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Il divenire comune della lotta No Tav

di Collettivo Uninomade

I movimenti reali apprendono in fretta, riconfigurano il proprio campo d’azione, approfondiscono e riformulano le proprie ragioni. In questa settimana per certi versi drammatica è quanto il movimento No Tav sta facendo. Queste brevi note, oltre modo schematiche e provvisorie, tracciano un processo in fieri, per nulla lineare. Che ha bisogno, soprattutto ora, della più ampia discussione e partecipazione in una partita estremamente rilevante per l’opposizione sociale in questa nuova fase.

Manifestazione Bussoleno-Susa, sabato 25. Una moltitudine si snoda lungo il percorso, valsusini torinesi e quanti venuti da più lontano frammischiati in un corpo unico: è il segno tangibile di quello che è avvenuto in questi mesi. La lotta No Tav è diventata un bene comune che stringe oramai con un legame profondo chi vive in valle, chi ci è venuto dal tre luglio in poi, chi nel paese la sente come propria perché vi vede un punto di ripartenza e una possibile prospettiva comune nel quadro di una crisi che va approfondendosi. Continua a leggere