Assemblea pubblica verso il 19 aprile – Oltre l’ingovernabilità istituzionale: costruiamo l’ingovernabilità sociale. Que se vayan todos?

“Il paese è ingovernabile. Il caos incombe. L’instabilità è il lascito della storia attuale. Riportando i toni a più miti giudizi, ciò che appare è un quadro fosco certo; i cui sintomi, però, sono ben lontani”.

La crisi economica del capitalismo contemporaneo non è una conseguenza elettorale. L’esautoramento degli strumenti esecutivi dei partiti e delle istituzioni non è un effetto dalle urne.
Indubbiamente la dittatura finanziaria internazionale ha reso definitivamente inservibile la rappresentanza politico-elettorale. Le istituzioni locali e nazionale devono osservare i criteri del fiscal compact, statuiti dalla Commissione europea in base ai vincoli imposti dagli istituti finanziari (ad es. la Goldman Sacs, di cui Monti era consulente, che detiene l’89% del debito pubblico italiano). Elezioni a parte, così è se vi pare!
Tuttavia intellettuali, media e guru dell’opinione pubblica vanno riabilitando Marx e i suoi studi su Das Kapital. E con lui sorridiamo evocando la sua massima: “ben scavato vecchia talpa!” Per la verità, non scopriamo oggi la tragedia che genera il capitalismo e le crisi di cui si nutre. Sappiamo cosa provochi il capitalismo. Sappiamo bene cosa siano povertà, stringere la cinghia, inventarsi mille lavori e sotterfugi per vivere. Continua a leggere

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Dall’art.18 alla distruzione del trasporto pubblico provinciale casertano. Quello che il Presidente delle banche non vede.

Il governo “tecnico” di Monti-Napolitano, come nelle nostre previsioni, con velocità impressionante applica la riduzione dei diritti in ogni ambito: mentre le prime proposte del ministro dell’istruzione, come l’abolizione del valore legale dei titoli di studio, vanno nella direzione di proseguire quei processi di privatizzazione nel mondo della formazione, assistiamo ad un rapido impoverimento di casse destinate al welfare e, dulcis in fundo, si prosegue con la riforma del mercato del lavoro!

Una riforma giustificata con l’obiettivo di incentivare le imprese estere ad investire sul nostro territorio mediante la libertà assoluta nel licenziamento dei dipendenti. Viene resa vana la tutela operata sui diritti dei lavoratori dall’art.18, in una cooperazione tra governo e sindacati come al solito poco inclini alla lotta e completamente assoggettati alle scelte imposte dal padronato nostrano e dai poteri finanziari transazionali; Tutto ciò condito della continua e logorante litania del “padre della patria” Napolitano, che incita al sacrificio per il risanamento del debito pubblico. Continua a leggere

Il divenire comune della lotta No Tav

di Collettivo Uninomade

I movimenti reali apprendono in fretta, riconfigurano il proprio campo d’azione, approfondiscono e riformulano le proprie ragioni. In questa settimana per certi versi drammatica è quanto il movimento No Tav sta facendo. Queste brevi note, oltre modo schematiche e provvisorie, tracciano un processo in fieri, per nulla lineare. Che ha bisogno, soprattutto ora, della più ampia discussione e partecipazione in una partita estremamente rilevante per l’opposizione sociale in questa nuova fase.

Manifestazione Bussoleno-Susa, sabato 25. Una moltitudine si snoda lungo il percorso, valsusini torinesi e quanti venuti da più lontano frammischiati in un corpo unico: è il segno tangibile di quello che è avvenuto in questi mesi. La lotta No Tav è diventata un bene comune che stringe oramai con un legame profondo chi vive in valle, chi ci è venuto dal tre luglio in poi, chi nel paese la sente come propria perché vi vede un punto di ripartenza e una possibile prospettiva comune nel quadro di una crisi che va approfondendosi. Continua a leggere

NO TAV: Dalla parte della Valle che Resiste

A rigor di logica, appare assurdo quanto accaduto nelle prime ore di questa mattinata in Val Susa. A poche ore dal partecipatissimo corteo di sabato 25/02, che ha visto la presenza di oltre 70.000 persone confluite a Susa datutta Italia (e non solo) per dire con forza “NO” alla TAV, ancora una volta lo Stato si è mosso con violenza, e senza alcuna leggittimità, per estorcere altri terreni alla popolazione con l’intenzione di estendere ulteriormente il cantiere fantasma di Chiomonte.

Anticipando i tempi annunciati per tali atti di esproprio, le forze dell’ordine erano ben certe di ritrovarsi innanzi pochi resistenti e, con dispiegamanto di forze oltremodo sproporzionato, hanno innescato una serie di eventi che hanno indotto Luca – storico attivista NO TAV – a ritrovarsi sul traliccio dal quale è caduto in seguito ad una forte scossa. Continua a leggere