Bonifica #Ilside: la soluzione sta nella lotta popolare non in una cabina elettorale

26794034_10213080159710595_689458639_n.pngCi preme in questo periodo di frenesia da campagna elettorale fare alcune precisazioni riguardanti la lotta per la bonifica dell’ Ilside.

Da sempre, la nostra posizione all’interno di tutti i movimenti popolari e le lotte ambientali che nel corso degli anni abbiamo attraversato, e’ sempre stata chiara, e’ sempre stata di rottura e mai conciliante con chi che crede che la soluzione possa trovarsi in una “x” lasciata ogni cinque anni in una cabina elettorale.

Tutta questa frenesia ovviamente nuoce gravemente alle lotte, alla partecipazione e alla voglia di mettersi in gioco di quella comunità che crede che ribellarsi e squarciare il velo della pace sociale sia l’unica soluzione praticabile per raggiungere gli obiettivi che ci prefissiamo come movimenti popolari.

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Iavazzi presenta il progetto della Centrale a Biomasse in Regione. L’Agro Caleno chiede a gran voce un consiglio comunale aperto

Non era un falso allarme, dunque, quello lanciato in tempi non sospetti dai comitati ambientalisti dell’Agro Caleno. Già un anno fa era chiara a tutti l’intenzione della Iavazzi Ambiente di voler costruire una centrale a biomasse nell’area Ex Pozzi e solo i soliti politici alla “Cetto La Qualunque” facevano finta di nulla accusandoci di alimentare inutili allarmismi.

La notizia di questi giorni, infatti, non è tanto la decisione di voler costruire l’impianto – visto il finanziamento di 17milioni di euro già erogato, solo uno sprovveduto poteva non farsi due conti – ma la presentazione del progetto che, a detta dell’Amministrazione di Calvi Risorta, potrà essere finalmente vagliato da tutti in maniera più approfondita. Continua a leggere

Assemblea pubblica verso il 19 aprile – Oltre l’ingovernabilità istituzionale: costruiamo l’ingovernabilità sociale. Que se vayan todos?

“Il paese è ingovernabile. Il caos incombe. L’instabilità è il lascito della storia attuale. Riportando i toni a più miti giudizi, ciò che appare è un quadro fosco certo; i cui sintomi, però, sono ben lontani”.

La crisi economica del capitalismo contemporaneo non è una conseguenza elettorale. L’esautoramento degli strumenti esecutivi dei partiti e delle istituzioni non è un effetto dalle urne.
Indubbiamente la dittatura finanziaria internazionale ha reso definitivamente inservibile la rappresentanza politico-elettorale. Le istituzioni locali e nazionale devono osservare i criteri del fiscal compact, statuiti dalla Commissione europea in base ai vincoli imposti dagli istituti finanziari (ad es. la Goldman Sacs, di cui Monti era consulente, che detiene l’89% del debito pubblico italiano). Elezioni a parte, così è se vi pare!
Tuttavia intellettuali, media e guru dell’opinione pubblica vanno riabilitando Marx e i suoi studi su Das Kapital. E con lui sorridiamo evocando la sua massima: “ben scavato vecchia talpa!” Per la verità, non scopriamo oggi la tragedia che genera il capitalismo e le crisi di cui si nutre. Sappiamo cosa provochi il capitalismo. Sappiamo bene cosa siano povertà, stringere la cinghia, inventarsi mille lavori e sotterfugi per vivere. Continua a leggere