Ilside: oltre il danno la beffa…denunciati gli attivisti del comitato mai più Ilside

“di seguito il comunicato stampa del comitato No Ilside di Bellona”

A Bellona, sulla vicenda Ilside siamo ormai alla frutta….

Per la comunità del territorio e per il comitato mai più ilside dopo il danno ora anche la beffa.
Il danno è enorme: dopo nove mesi dall’ incendio dell’ ex sito di stoccaggio, la messa in sicurezza, che la legge impone si faccia in 30 giorni, non è stata realizzata!
Regione e comune continuano in un assurdo rimpallo di responsabilità’ e intanto il sito è a oggi abbandonato, con rifiuti combusti lasciati sul posto e che ancora fumano, e con tanti rifiuti ancora presenti all’ interno che rischiano di generare un nuovo incendio, una ulteriore bomba ecologica.
Nonostante ciò e nonostante la procura abbia in corso indagini sul caso.

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Tap e turbogas: ecco come la Axpo saccheggia e devasta i territori!

 

Si Scrive Axpo, grossa multinazionale Svizzera con diramazioni dirette in Italia e in tutta Europa, ma un po’ ovunque in giro per il belpaese si legge devastazione ambientale, estrazione di profitto dai territori, corruzione e capitalismo mafioso. Negli ultimi tempi la grande multinazionale specializzata in energie, è balzata agli onori delle cronache nazionali grazie al progetto del TAP (Trans-Adriatic-Pipeline), il gasdotto che dall’Azerbaijan, arriva fino in Italia sulle coste del Salento. La Axpo, specializzata soprattutto in centrali turbogas di grosso wattaggio e nel progetto Tap, possiede qua e la anche alcuni impianti da rinnovabili, eolico e fotovoltaico in particolare, tanto per dare un volto piu’ eco-friendly alle grandi speculazioni che mette in campo. Il sito della multinazionale infatti è una rassicurante vetrina sulla stabilità dell’azienda e sulla costruzione di una immagine “etica” e “buona”!

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Forconi e Forche

Ed è vero che, come ha osservato qualcuno, le rivendicazioni di questa esplosione di protesta sono tante e tali che a guardarle ti fanno venire le vertigini. E come potrebbe essere altrimenti? Come ci si aspetta che dovrebbe essere, nell’Italia di oggi e nel meridione, la piattaforma perfetta e condivisa di un sommovimento che, per essere tale, è necessariamente portatore di istanze diverse e molteplici?

 In verità molti si sono chiesti, nel passato più o meno recente, come sia stato possibile tenere in piedi la pace sociale in un paese alla deriva. Il meridione d’Italia è stato interessato da una questione sociale annosa, discussa e ridiscussa ma che, senza ombra di dubbio, resta irrisolta se non addirittura assunta a paradigma di un modello di accumulazione capitalistico in cui lo sfruttamento e l’indotta arretratezza di una parte consistente del territorio, sono presupposto e garanzia dello “sviluppo” del resto del Paese. Continua a leggere