Intervista a D. del collettivo STA (studenti autonomi teanesi) sulle occupazioni di giorno 16/01

Oggi 16 gennaio siamo stati fuori i cancelli dell ISISS Ugo Foscolo di Teano per portare la nostra solidarietà agli studenti in lotta che hanno occupato l’istituto come deciso nell’assemblea provinciale degli “studenti in rotta contro la banca rotta” del 12 c.m. Il collettivo STA (studenti teanesi autonomi) questa mattina proclamando un’assembla straordinaria ha fatto in modo che gli studenti si riversassero nell’atrio dichiarando poi lo stato di agitazione permanente. Hanno subito riscontrato una ferma opposizione del già conosciuto preside Mesolella che prontamente ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, spento i riscaldamenti e interrotto la fornitura di energia elettrica. I militanti del Tempo Rosso intervenuti per portare solidarietà e fare un’intervista sono stati prima identificati, pur rimanendo fuori i cancelli dell’istituto, e poi perquisiti; inoltre i carabinieri hanno poi richiesto di perquisire la vettura con la quale i militanti si erano recati sul posto, trovando però esclusivamente spray, lenzuola bianche, casse d’acqua ed una pericolosissima moca. Segue una breve intervista fatta a D. militante dello STA:

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Scenari post-referendari e territorio – Assemblea Domenica 18 al Csoa Tempo Rosso!

A qualche settimana dal voto referendario che ha consegnato la schiacciante vittoria del No e a fronte degli sviluppi degli ultimi giorni, lanciamo l’appello, sul nostro territorio, al confronto e alla contaminazione tra i vari No che nella nostra provincia quotidianamente costruiscono lotte e resistenze.
Crediamo sia doveroso provare a costruire ambiti di confronto in questa fase, sia per la forte connotazione di “classe” che la vittoria del No ha dimostrato, soprattutto a sud e soprattutto tra gli strati sociali subalterni, quelli giovanili e di quanti subiscono di piu’ il peso della crisi sulle proprie spalle. Sia perché a fronte dell’interessante movimento magmatico che ha portato alla vittoria del no e nonostante la schiacciante vittoria nelle urne, l’ipotesi del No Sociale stenta ancora a trovare gli spazi giusti per costruire dal basso forme di ingovernabilità e conflitti sociali. Crediamo infatti che seppur in modi frammentati e e poco coordinati, il nostro territorio, riesce ad esprimere una vitale galassia di esperienze, di lotte, di circuiti di elaborazione teorica e di sperimentazione pratica, che necessiterebbe di maggiore confronto e di maggiori reciprocità, nell’ottica di rendere detti percorsi piu’ incisivi sia nella loro singolarità, ma soprattutto su di un piano complessivo di difesa degli interessi di classe e contrattacco verso le nostre controparti.

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Ex-Pozzi, fumarola spenta. Ennesima vittoria della Comunità in lotta.

Calvi Risorta (Ce). La fumarola tossica della ex-Pozzi è stata spenta. La nostra battaglia per la difesa e la riappropriazione del territorio si è arricchita di una nuova tappa, un ulteriore passaggio che porta con se un chiaro messaggio: la lotta paga e il popolo, quando si organizza, riesce a conseguire i risultati che si prefigge.
Lo stesso movimento che è riuscito a gettare nel pantano il progetto nefasto di realizzare una centrale a biomasse su quei terreni già aggrediti e ammorbati dalla presenza di una gigantesca discarica abusiva di rifiuti tossici.
Un’altra battaglia popolare è stata vinta, rompendo il rimpallo istituzionale durato mesi e terminato soltanto quando un ampio fronte si è ritrovato fuori ai cancelli dell’ex-Pozzi per chiedere un intervento rapido e risolutivo.

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A puzzare nell’agro caleno non è solo la fumarola della ex- Pozzi.

1 2 3Le istituzioni nostrane aprono di nuovo le porte di casa nostra a chi è dichiaratamente nemico di queste comunità. Non dimentichiamo chi si è reso sponsor del gassificatore di Capua, o chi è simbolo del becero clientelismo oramai incrostato in Regione campania, o peggio ciò che rappresenta un ex-ministro quale la de Girolamo. A chi abita e resiste in questi territori, schiacciati da miseria e devastazione, non può essere che uno schiaffo in faccia la presenza di soggetti del genere, quando per ogni fondamentale battaglia a difesa del territorio e della salute, sono state solo le stesse comunitá a dover percorrere lunghe strade, determinate e testarde, avendo la stessa classe politica e le sue leggi sempre come controparte. Per questo riteniamo la scelta del comune di Sparanise di ospitare suddetti personaggi ad un incontro, sia pure per il No al referendum, davvero poco rispettosa nei confronti di intere generazioni che qui abitano, e qui quotidianamente resistono. Siamo anche noi per il no, ma perchè ci piace pensare all’ingovernabilità del poi, (che tanto fa paura al governatore De Luca) dove tutto ridiventa possibile, a fronte di un “Si” dove la condanna ad affondare nel marcio diventerebbe cosa certa e imminente. E di certo non è quella che si siede a questi tavoli l alternativa possibile, noi non ci fideremo mai. A questo aggiungiamo che aspettiamo ancora, imponendoci di esere pazienti, che la tanto sbandierata bonifica non sia soltanto una carta pro-Si sbandierata dal governatore de Luca per indirizzare i voti a servizio del partito. Insomma, come sempre con gli occhi aperti, pronti a fare i conti con chi di dovere post risultato referendario.

La ex pozzi brucia ancora, puzza ancora, ma puzzate di più voi.