Sito di compostaggio rifiuti – Pignataro di nuovo sotto attacco: AI NOSTRI POSTI CI TROVERETE!

Ormai è più che assodato: la provincia di Caserta è oggi più che mai nucleo dell’accumulo e della riproduzione del capitale, luogo in cui imprenditori e politiche criminali continuano imperterriti nella messa a profitto dei nostri territori con la realizzazione di opere dannose e inutili, che altro non fanno se non aumentare devastazione, malattia, emarginazione e precarietà proprie della realtà di questi territori e di chi li vive.

È dei giorni scorsi, infatti, la notizia secondo cui la società Euthalia srl vorrebbe costruire sul territorio di Pignataro Maggiore un sito per il trattamento di rifiuti, l’ennesimo impianto di compostaggio che dovrebbe sorgere sulla strada provinciale 93, meglio conosciuta come la via del “Conte”, nella zona industriale pignatarese. Tale impianto dovrebbe trattare 60.000 tonnellate di rifiuti all’anno (200 tonnellate al giorno) e dovrebbe sorgere su una superficie di 35mila metri quadrati nell’ultimo tratto dell’arteria che porta alla strada statale Appia. Inutile dire che tra gli azionisti di tale società ci sono personaggi non nuovi all’Agro Caleno: la Progest spa, azienda che detiene il 90% della proprietà dell’Euthalia srl, ha intessuto più volte rapporti con la società di Antonio Gallo, imprenditore dell’ex General Construction (oggi Geko spa) che ha contribuito alla costruizione della centrale a turbogas di Sparanise, la Calenia Energia, che quotidianamente rilascia polveri sottili nell’aria facendo sì che Sparanise sia una tra le città con il più alto tasso di sforamento di PM10.
Non passa di certo inosservata anche la volontà della ditta Fratelli Gentile F&R srl di installare una piattaforma polifunzionale per la gestione dei rifiuti pericolosi e non sulla strada statale Appia sempre in territorio pignatarese, la ditta ha infatti già richiesto l’Autorizzazione integrata ambientale e la Valutazione di Impatto Ambientale, così come la società Euthalia srl.
Sono anni che, grazie alla lotta popolare, siamo riusciti ad sventare la costruzione di ecomostri che dall’alto volevano imporci: una piattaforma per il trattamento dei rifiuti inustriali sempre a Pignataro Maggiore, la centrale a biomasse di Sparanise, il Gassificatore di Capua, i riflettori accesi sulla bonifica dell’Ex-pozzi, in cui sono sversate tonnellate di rifiuti tossici e nocivi.
Entambi i progetti quindi risultano essere l’ennesimo tentativo di messa a profitto di questi territori, proprio quando le comunità in lotta che li vivono chiedono bonifiche reali e risanamenti ambientali.
Permettere la costruzione dell’ennesimo sito per il trattamento di rifiuti quando in tutta Italia negli ultimi tre anni si contano 260 incendi in impianti di stoccaggio e recupero dei rifiuti, permetterlo quando attivissima è la lotta a Bellona contro il mostro dell’Ex-Ilside, sito di stoccaggio di rifiuti andato a fuoco lo scorso 11 luglio e che dopo sette mesi continua ad esalare fumi tossici, significherebbe solo essere complici di chi in nome del profitto non fa altro che devastare le nostre vite e inquinare l’aria, l’acqua e il suolo di questi territori.
Ciò che ci preme sottolineare è la consueta superficialità del Sindaco Giorgio Magliocca e delle istituzioni, quelle istituzioni che hanno sempre chiuso gli occhi, che da sempre sono complici e colpevoli della rovina e dell’avvelenamento dell’Agro Caleno. Che facciano il volere delle comunità, o verranno dichiarati immediatamente nemici di queste ultime. Non verrà dato, questa volta come le altre, alcuno spazio di agibilità a chi specula, devasta e svende le nostre vite.
Per questo motivo invitiamo tutte e tutti a tenere alta la guardia e a tenersi pronti per l’ennesima volta a difesa del territorio: ai nostri posti ci troverete!
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