5 Novembre – Sul sentiero dei conflitti / assemblea territoriale

Gli ultimi mesi ci hanno consegnato una nuova fase di lotte e di indisponibilita’ verso il potere che affama e devasta i nostri territori. L’affare delle bonifiche prima, e la lunga estate dei roghi e dei veleni poi, hanno innescato, come daltronde gia’ ne intravedevamo la possibilita’ mesi fa, la messa in movimento di tante e tanti che hanno attraversato cortei, blocchi stradali, azioni di sabotaggio.

Una composizione che e’ frutto delle lotte passate, ma che e’ di sicuro anche stimolata dall’attuale fase che si sta vivendo sui nostri territori, una composizione nuova e radicale che ha permesso un evidente avanzamento delle lotte, dopo un forte periodo di riflusso e di riorganizzazione.

Attorno a questa composizione riteniamo che vada costruito il ragionamento politico collettivo per i mesi a venire, senza rincorrere soggettivita’ perfette ed ideali, preferiamo sporcarci le mani con la composizone reale che attraversa le lotte qui ed ora, una generazione ingovernabile e determinata che non si tira indietro davanti alle sfide che i nostri nemici ci pongono sul cammino.


Compito e programma politico preminente di questa composizione e’ la destabilizzazione della pacificazione sociale dominante, che ammutolisce la rabbia, che spegne la radicalita’ e aliena le menti, rompere la pace sociale come pre condizione necessaria alla costruzione di percorsi di riscatto e dignita’. Questo ragionamento vale soprattutto in merito al rapporto con le istituzioni: da sempre contro e fuori le dinamiche del potere istituzionale, riteniamo che oggi ancora di piu’ sia necessario “bastonare il cane che affoga”; chi dall’interno dei movimenti da aria, sostegno e spazio alle trame istituzionali, crediamo che quantomeno sia in errore se non addirittura in malafede, o comuque che abbia toppato di larga misura rispetto a quali sentieri seguire e alla capacita’ di lettura di quello che ci gira intorno. E i fatti ci danno ragione.
Compito della comunita’ antagonista ed autonoma e’ quello di comporre e scagliare contro il potere inimicizia di classe, inimicizia che si costruisce abolendo qualsiasi forma di collaborazionismo o di entrismo istituzionale, ritenendo, chi ha cercato di portare i movimenti nel rassicurante alveo istituzionale, un nemico delle lotte e dei conflitti.
Ci rivolgiamo alla comunita’ ribelle e ingovernabile che ha tagliato le reti della Calenia, che ha attraversato i cortei e le barricate a Bellona, alla comunita’ che ha occupato l’autostrada il 7 ottobre dividendo in due l’Italia affinche’ ci si incontri per un confronto su quali sentieri tracciare e solcare nei prossimi mesi.
Il corteo del 7 ha palesato e materializzato una forza collettiva e reale che ha riportato le prime vittorie sulla vicenda della bonifica exPozzi, una forza che va implementata e va fatta crescere, una forza con la quale si dovra’ fare i conti nei prossimi tempi, una forza con la quale dovranno fare i conti soprattutto coloro che hanno fatto finta di non vederla, o meglio ancora di non riconoscerne lo spessore.

Le vicende delle bonifiche della ExPozzi e dell’Ilside di Bellona, avranno di certo un ruolo preminente nella discussione, ma proprio le bonifiche crediamo che siono un terreno che apre possibilita’ piu’ ampie in termini di capacita’ conflittuale e di avanzamento delle lotte. La bonifica intesa come bonifica delle esistenze sfruttate e massacrate dal biocidio puo’ e deve significare anche presidii sanitari gratuiti per la prevenzione e il monitoraggio delle zone colpite, ma soprattutto reddito per le comunita’ investite dal disastro. Ulteriore compito di questa composizione sara’ appunto il lavoro di declinazione e di trasformazione in lotte delle rivendicazioni di reddito e di risarcimento.
Ma non discuteremo solo di territorio e salute, proprio perche’ questa generazione e’ una generazione di sfruttati e precari, di vite in bilico sull’instabilita’, di incertenze sul presente e di totale assenza di un ipotesi di futuro possibile, ci confronteremo sulle possibili reti di solidarieta’ e sabotaggio tra i tanti sfruttati e subalterni che lavorano nella ristorazione, nella logistica o nei call center presenti sul nostro territorio.
Ci confronteremo anche sui rigurgiti fascisti e razzisti che stanno attraversando anche i nostri territori, per costruire anche in questo caso, reti di solidarieta’ e di azione per non lasciare spazio ai fascisti, all’odio e alla guerra tra poveri, di cui i fascisti sono gli untori.
In definitiva lanciamo l’appello a tutte e tutti le ribelli e i ribelli, agli ingovernabili, agli indisponibili alla pacificazione, ai lupi che coltivano l’agguato, per continuare a tracciare collettivamente questo sentiero fatto di radicalita’ e di riscatto!

Unde Bellum Ortum Erat
Le compagne e i compagni del Csoa Tempo Rosso
temporosso.org

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