Lentamente muore chi….respira aria calena! Rivendichiamo il diritto all’autodifesa e alla vendetta!

Ecco la tabella con i dati relativi ai comuni campani (anno 2016) con più alto tasso di giorni in cui i livelli di pm10 e polveri sottili hanno superato il livello di guardia. Inutile dire che da parte nostra abbiamo poca fiducia verso la fonte di tali notizie e cioè l’Arpac, che negli ultimi anni, quantomeno ha effettuato controlli e studi su cui abbiamo dei sospetti. Basti pensare che in un solo anno l’ente certifica drastiche riduzioni dei livelli di Pm10, senza apparenti interventi in materia che abbiano potuto avvalorare i risultati. Per quanto riguarda l’agro caleno, il primo posto spetta a Sparanise a causa dell’ecomostro della Calenia le cui polveri vengono spinte verso le colline e cioè verso Sparanise, Calvi e Pignataro.

La centrale della Calenia ad oggi, nonostante passerelle politiche e chiacchiere paesane, resta uno dei pericoli più gravi per la nostra salute, se a questo aggiungiamo la presenza della discarica di rifiuti tossici e industriali della ExPozzi (praticamente attaccata alla centrale della Calenia) , dove, tranne gli interventi dei mesi scorsi per spegnere le fumarole, il grosso degli agenti cancerogeni e nocivi è ancora seppellito sotto i nostri piedi, e il susseguirsi di notizie su discariche abusive e su opifici che inquinano aria e falde acquifere, sembra chiaro che la salute dei caleni è sempre sotto attacco continuo. Non sono un caso l’aumento di neoplasie, tumori e malattie legate all’insalubrità dell’aria che respiriamo, dell’acqua che beviamo e dei cibi che mangiamo. La situazione è grave e complessa, ma rivendichiamo ancora una volta il diritto alla salute, che sempre più diventa diritto all’autodifesa, visto che le popolazioni dell’agro sono lasciate a se stesse e sono solo merce di scambio per in politici in tempo di elezioni. Rivendichiamo il diritto all’autodifesa e alla vendetta per quanto ci è stato fatto, per la miseria, la precarietà e soprattutto per la morte, lenta e inesorabile, che si aggira per le nostre strade. Siamo stufi delle chiacchiere, dei tavoli di confronto, del buonismo paesano, ora è giunto il momento di scendere di nuovo in strada e di alzare il livello dei conflitti contro chi, non solo ci affama e ci sfrutta, ma ci ammazza quotidianamente. La classe politica è coinvolta in tutto e per tutto, dai silenzi e le ambiguità del passato, a quelli di oggi, sappiamo che l’unico modo per invertire la rotta è dare la parola alle comunità e alle lotte! Alle lotte!

Le compagne e compagni del Csoa Tempo Rosso

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