STS (ex Rieter) di Pignataro : licenziato per un’intervista! Scoppia la rabbia degli operai: lo sciopero ottiene il reintegro!

nur9Alla STS (ex Rieter) di Pignataro Maggiore, azienda che lavora nell’indotto Fiat, a causa di una videointervista rilasciata da alcuni operai (in calce il link del video di paesenws.it) che denunciava gravi carenze sul piano della sicurezza, turni massacranti, malattie non pagate, uno degli operai intervistati è stato licenziato.
L’episodio, che è di una gravità enorme, è servito però a dare una spinta al malcontento degli operai. Inutile dire che il ruolo dei sindacati (all’interno della fabbrica sono presenti ufficialmente solo Cgil, Cisl e Uil) è stato di totale assenza, o peggio ancora di stampella della direzione aziendale, ma questa volta non sono riusciti a narcotizzare il malcontento ed è nato uno sciopero spontaneo che ha bloccato la produzione per diverse ore.


Bisogna dire che l’intera zona Asi (Area di Sviluppo Industriale) è un agglomerato di industrie di piccola e media grandezza dal callcenter alla logistica, alle piccole fabbriche, dove all’interno succede davvero di tutto, mancano le più minime garanzie e il ricatto costante del posto di lavoro rendono difficile ogni tentativo operaio di arginare lo stato di cose attuali. Alla Sts però, gli operi questa volta hanno invertito la rotta, scendendo in sciopero e bloccando la produzione, nonostante i tentativi sindacali di far rientrare il tutto. Lo sciopero ha avuto una sua prima importante, seppur parziale, vittoria, riuscendo ad ottenere il reintegro del collega licenziato, purtroppo però la scure repressiva dell’azienda ha emanato vari provvedimenti di sospensione temporanea per cause disciplinari. La situazione resta quindi ancora complicata e, seppur, da lunedì è previsto il rientro in produzione regolarmente, la guardia resta alta.
Da parte nostra, siamo solidali e complici con gli operai della Sts, così come lo siamo stati con quelli della Benetton e della Nuroll, consci delle difficoltà che si vivono all’interno della zona industriale dove sfruttamento, scarsa o nessuna sicurezza, turni massacranti, rendono la vita di centinaia di lavoratori un inferno, sotto il costante ricatto della miseria e della disoccupazione che c’è fuori alle porte di quelle cattedrali nel deserto. La stessa Asi che è stata negli anni bersaglio di devastazione e attacco alla salute con la Centrale a turbogas della Calenia, con la discarica della ExPozzi e con i vari progetti, fermati negli anni dalle lotte popolari, come la Biopower di Pignataro o la centrale di Iavazzi su territorio caleno.
Resta alta la guardia e siamo pronti da subito a scendere di nuovo per le strade, al fianco degli operai e a difesa della nostra terra e della nostra salute, per praticare anche sui nostri territori contrapposizione e percorsi di dignità, come sta avvenendo nelle università a partire dai fatti di Bologna, contro sfruttamento, precarietà, disoccupazione, veleni. Restano ancora aperte grandi battaglie come la bonifica della discarica ExPozzi e l’abbattimento della Biopower e la vicenda degli operai della Sts accende una luce nuova anche sulle lotte e la dignità operaia nell’agro caleno, alle lotte!
link intervista:
http://www.paesenews.it/?p=86859

CSOA TEMPO ROSSO
AGRO CALENO ZONA RIBELLE

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