Intervista a D. del collettivo STA (studenti autonomi teanesi) sulle occupazioni di giorno 16/01

Oggi 16 gennaio siamo stati fuori i cancelli dell ISISS Ugo Foscolo di Teano per portare la nostra solidarietà agli studenti in lotta che hanno occupato l’istituto come deciso nell’assemblea provinciale degli “studenti in rotta contro la banca rotta” del 12 c.m. Il collettivo STA (studenti teanesi autonomi) questa mattina proclamando un’assembla straordinaria ha fatto in modo che gli studenti si riversassero nell’atrio dichiarando poi lo stato di agitazione permanente. Hanno subito riscontrato una ferma opposizione del già conosciuto preside Mesolella che prontamente ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, spento i riscaldamenti e interrotto la fornitura di energia elettrica. I militanti del Tempo Rosso intervenuti per portare solidarietà e fare un’intervista sono stati prima identificati, pur rimanendo fuori i cancelli dell’istituto, e poi perquisiti; inoltre i carabinieri hanno poi richiesto di perquisire la vettura con la quale i militanti si erano recati sul posto, trovando però esclusivamente spray, lenzuola bianche, casse d’acqua ed una pericolosissima moca. Segue una breve intervista fatta a D. militante dello STA:

Ciao D. siamo qua ovviamente per portare la nostra solidarietà a voi studenti impegnati in questa ondata di occupazioni in tutta la provincia. La prima domanda che viene da porti è come è nata questa occupazione?
Ciao compagni, questa occupazione affonda le radici nell’assemblea del 12 gennaio dove più di venti istituti di tutta la provincia si sono incontrati per discutere riguardo al dissesto finanziario nel quale riversa la provincia di Caserta e trovare risposte, con un’azione decisa e condivisa da tutti e tutte; abbiamo quindi lanciato una data per iniziare un percorso in tutte le scuole che ha poi portato oggi all’occupazione di circa 15 istituti in tutta la provincia.
…quindi l’ormai annoso problema della fatiscenza degli istituti e il bilancio in rosso della provincia è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?
Si, ormai sono anni che facciamo lezione in istituti , come hai ben detto, fatiscenti , numerosi sono i problemi: il bilancio della provincia riguardante i fondi destinati agli istituti scolastici è pari a zero, dunque è in dissesto finanziario. A marzo i contratti stipulati per i riscaldamenti e l’energia scadranno e la provincia non potrà più coprire queste spese che dovranno essere affrontate dagli istituti, molto probabilmente quindi l’anno prossimo ci troveremo con scuole senza fondi e quindi al gelo. Ci troviamo di fronte ad un totale sventramento della scuola pubblica , ormai perpetrato da anni , in favore della privatizzazione degli istituti, ci sarà chi quindi potrà permettersi una scuola dignitosa e chi dovrà accontentarsi perché non ha la possibilità di poter pagare.
…c’è da dire però che il collettivo studentesco STA non è nato ora, ha già una propria storia da raccontare, ricordiamo tutti quello che successo tra ottobre e novembre del 2016 quando il preside Mesolella con una manovra infima voleva costringere gli studenti a partecipare ad una manifestazione pro-life a Caserta, covo come ben tutti sappiamo di fascisti e bigotti di ogni genere, giusto?
Per dirla tutta il collettivo nasce all’inizio del 2015, eravamo ragazzi e ragazze a cui non stava bene l’ autoreferenzialità del preside, era difficile per noi poterci confrontare con tutti gli studenti su temi che volevamo, gli unici stimoli che il dirigente sapeva darci erano su temi religiosi e omofobi, allora abbiamo deciso di incontrarci e prendere provvedimenti, a discutere ed alcuni di noi anche a partecipare alle iniziative del “Comitato in difesa dell’Agro Caleno: no centrale a biomasse”, avendo l’ombra dell’ecomostro che aleggiava sulle nostre vite; quell’impianto doveva essere costruito a pochi km dalle nostre case, avevamo il dovere di bloccarlo e ce l’abbiamo fatta come ben sai. Dopo un anno di iniziative in cui abbiamo consolidato i rapporti tra studenti partecipando a varie mobilitazioni in tutta la provincia siamo poi arrivati al 2016 quando il preside, come hai già accennato, voleva costringerci a partecipare ad un’iniziativa omofoba e fascista, a noi studenti non è andata proprio giù. Subito ci siamo mobilitati e abbiamo indetto un’assemblea permanente fuori i cancelli dell’istituto, siamo rimasti in presidio per più mattine per discutere insieme dell’accaduto, solo una cosa era chiara:gli studenti non accettavano gli atteggiamenti e le prevaricazioni del preside. A quel punto Mesolella sentendosi alle strette ha cercato di intimidirci in ogni modo richiedendo ovviamente anche l’intervento delle forze dell’ordine ed andando in escandescenza permettendosi addirittura di dare del gay ad uno studente e dicendo che chiunque fosse stato omosessuale sarebbe dovuto uscire allo scoperto per essere cacciato dall’istituto! Dopo un po’ ovviamente resosi conto della gravità delle sue affermazioni e dei sui atteggiamenti ha fatto marcia indietro e concesso qualche minimo spazio di agibilità a noi studenti, ma non c’è bastato. Qualche giorno dopo, il 18 novembre partecipammo al corteo studentesco a Caserta il quale vide in piazza 15mila studenti intanto eravamo già nel coordinamento provinciale da un po’. Ci siamo incontrati come STA nel mese di dicembre ed ad inizio gennaio per organizzare l’ occupazione ed oggi siamo qui a riprenderci la scuola.
…per concludere ci diresti quali solo le vostre prospettive?
bella domanda, questa occupazione ha visto molti studenti partecipare, ovviamente non tutti e 400 ma una buona fetta era fuori i cancelli con noi e si è poi riversata nell’atrio per occupare. Queste giornate saranno per noi di crescita, soprattutto per coloro che non ancora hanno sperimentato nemmeno nelle assemblee un modo altro di intendere la scuola così come ce la immaginiamo noi, sarà quindi per noi un periodo di discussione e crescita collettiva. Anche alla fine di questa occupazione che per noi non rappresenta la fine ma solo uno strumento temporaneo, continueremo a vederci e partecipare alle assemblee del coordinamento provinciale, per portare avanti la nostra battaglia per l’ emendamento “Salva Caserta”, far stanziare fondi per i nostri istituti continuando a costruire un modo altro di intendere la scuole e la nostra vita nel territorio in cui viviamo.
…ti ringraziamo D. per il tempo che ci hai dedicato.
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