NoGas. Dopo la vittoria, Terra di Lavoro è ancora in lotta!

Si è tenuta ieri a Capua l’assemblea conclusiva dopo la settimana “in movimento” per la vittoria contro il gassificatore.
Gli spunti, i racconti, gli interventi, ci danno ‪#‎unmotivoinpiù‬ per continuare nel solco delle lotte, per costruire roccaforti, per resistere agli attacchi e per sferrarne altri!

Resta issata la bandiera dei NoGas in terra di lavoro,
in una provincia che non ha molto da festeggiare ma tantissimo da riconquistare!

 

Capua (Ce). Interventi, racconti e punti di vista, in una eterogeneità che palesa ancor di più la vera vittoria : il percorso collettivo, di pratiche, relazioni, connessioni, saperi e azioni, ben oltre la vittoria contro l’affare speculativo del gassificatore.

Un’assemblea che anche stavolta non ha tradito quel sentimento del “siamo tutti e tutte NoGas, da ogni angolo della provincia” : Santa Maria la Fossa, San Tammaro, Agro caleno, Vitulazio, Presenzano, Alife, e via dicendo, luoghi di Resistenza che sotto la bandiera dei NoGas hanno trovato una connessione, hanno costruito ponti, e creato un fronte reale di opposizione, unico e determinato contro un’idea di sviluppo malata, calata sulle nostre teste, fatta di speculazione e desertificazione.

Resta issata la bandiera dei NoGas in Terra di Lavoro, la bandiera di una lotta che, più che attecchire nella silente città di Capua, ha avuto l’ampio respiro della Provincia e delle sue periferie, ma comunque in grado di sentire la città del Placito come terreno cruciale di scontro tra il diritto oramai calpestato all’autodeterminazione delle popolazioni e la morsa speculativa e sanguisuga dei potenti di turno.

Ma se 4 anni fa la partita si giocava nel regno di Antropoli, tocca guardare la mappa del danno e rendersi conto che, scongiurato un impianto, abbiamo altre mille lotte da portare avanti in provincia.

La General Construction per la centrale di Alife, la Iavazzi Ambiente per l’impianto da 17 milioni a Calvi Risorta (AgroCaleno), i continui allargamenti delle discariche di San Tammaro, le vecchie/nuove ditte che si affacciano all’imminente arrivo di milioni e milioni di euro destinati alle bonifiche (sempre sotto la regia dei carrozzoni politici dei palazzi) sono e restano affari terribili e pericolosissimi da ostacolare.

Soprattutto a fronte delle campagne elettorali che travolgeranno le città e i loro paesi limitrofi come Caserta, Capua, Pignataro Maggiore, Sparanise, e oltre, dove si assisterà al solito sciacallaggio del nulla politico che da decenni governa e annienta le nostre vite.

Resta la forza di un movimento che si è auto-costituito, dal basso, che si è creato da sé e ha saputo scrivere un pezzo di storia, ha scardinato poltrone, svelato inciuci di palazzo, senza farsi mai intimidire. Una generazione che ha subito denunce e processi, quella dei NoGas, con la sola colpa di voler cambiare lo status quo delle cose presenti, ma che oggi arriva alla sua piccola/grande vittoria, in tribunale e anche a Capua.

Ultimo elemento a conclusione del quadro, che non stupisce il Movimento oramai da quattro anni a questa parte, è stata la presenza di una pattuglia delle forze dell’ordine fuori Palazzo Fazio durante tutta l’assemblea. Ci chiediamo, come sempre, come mai in una Provincia di Caserta ai limiti di qualsiasi libro di fantascienza, dove commissariano ospedali per camorra, dove i potenti abusano degli uffici, dividono soldi pubblici e mazzette, complottano per la morte di un territorio giocando a scacchi con le vite di migliaia e migliaia di persone, le forze dell’ordine preferiscono presidiare assemblee pubbliche, libere e democratiche invece di impiegare il loro tempo più fruttuosamente. La risposta la conosciamo, e non ci fa fare neanche un passo indietro.

Quello che ci siamo presi, è solo una piccola parte di quello di cui abbiamo bisogno

Ci vediamo nelle lotte, in ogni paese, in ogni città, in ogni angolo di periferia!

Il Movimento NoGas

Comunicato stampa del 26 ottobre 2015

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