Verso la mobilitazione del 27 giugno, presidio alla ex-Pozzi e blocco dell’ Appia.

Calvi Risorta (Ce). Di ritorno dal presidio alla ex-Pozzi, che in questi giorni vede l’Agro Caleno sulle prime pagine della stampa nazionale e che ha visto, oggi, centinaia di persone attraversare l’assemblea popolare e prendere parola sul disastro in atto.

 

Tanti i comitati e le realtà di movimento della provincia ed oltre che hanno colorato il presidio, dando ancor più voce al messaggio delle comunità locali sul non volere la spettacolarizzazione del disastro. E’ stato, infatti,  ribadito a chiare lettere che l’Agro Caleno non è “terra dei fuochi”, come dipinto dal mainstream,  ma terra di resistenza che ha visto le popolazioni, fin dalla fine deli anni ’80, scendere in strada contro impianti inutili, devastazione e saccheggio.

 

L’area ex-Pozzi rappresenta l’occasione per determinare davvero il cambiamento dal basso e totalmente a favore di chi in questi territori ci vive e resiste ogni giorno. La richiesta è quella di una bonifica sotto stretto controllo popolare, dalla gestione dei fondi fino alle forze lavoro da prendere a piene mani tra i disoccupati del territorio, che fin troppo hanno pagato loscotto di progetti scellerati a discapito della vivibilità e della salute collettiva.

L’appello è a partecipare alla mobilitazione del 27 giugno a Calvi Risorta, rinforzata dal blocco della strada statale Appia con un corteo fino alla turbogas di Cosentino per apporre una nuova sanzione.

Dritti, pertanto, verso la mobilitazione con delle richieste benprecise :

 

– Cancellazione del progetto della centrale a biomasse del gruppo imprenditoriale Iavazzi Ambiente nell’Agro Caleno

– Cancellazione dei 17 milioni di euro destinati dal ministero dello sviluppo economico al gruppo Iavazzi e il loro dirottamento per la bonifica della ex-Pozzi

– No al commissariamento del territorio né all’emergenzialità creata ad hoc

 

– Bonifica sotto stretto controllo popolare

 

Andremo avanti fin quando non si otterrà vittoria su ogni richiesta popolare.

 

Comunitàdecidono, comunità difendono!

 

Comitato per l’ Agro Caleno: NO Centrale a Biomasse.

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