La “città sommersa” dalle Grandi Opere – domenica 22 dibattito al #Cales

L’Antica Cales, la vecchia città condannata ad essere “sommersa” da grandi opere e rifiuti.

Nella periferica provincia di Caserta, precisamente nel lembo desolato dell’Agro Caleno, il presente e il passato viene sistematicamente sommerso da piani lucidamente messi a punto da devastatori e speculatori.
L’Antica Cales, la nostra città antica di origine ausona, è stata letteralmente messa sotto attacco, e non ci riferiamo di certo a barbari e saraceni…. ma al grande capitale, sui nostri territori meglio definito come capitalismo armato, perfetta connivenza di intenti e di pratiche tra interessi di Stato, potentati e malaffare locale.

Grandi opere come quelle della TAV degli anni ‘90 e i lavori dell’autostrada che vanno dagli anni 60 ai 90, la sventrano in pieno, colando cemento su ville antiche romane e reperti importantissimi, sovrastando in maniera criminale e indecorosa uno tra i posti più importanti del mondo antico. E così il grande capitale, affiancato dal malaffare nostrano, ha depotenziato un bene archeologico del suo valore rendendolo non usufruibile alle comunità del posto, ma trasformandolo in luogo ideale, abbandonato e degradato, per scaricatori abusivi di “munnezza” di ogni genere, e tombaroli di ogni dove.

Di tutto questo, e anche oltre, ne parleremo domenica. Un appuntamento aperto a chiunque voglia intervenire.
Noi partiamo da un presupposto: le lotte che attraversano i nostri territori in difesa dell’ambiente abbracciano conseguentemente anche temi come la riconsegna di beni collettivi alla comunità, e in questo solco proseguiremo, cercando di dare una lettura di parte, a temi troppo spesso usati solo come propaganda elettorale o peggio ancora personalistiche.

Ps La location della 12esima edizione della Pasquetta Reggae, un esperimento musicale e di divertimento oramai diventato tradizione decennale, sarà proprio l’antica citta’ di Cales, zona Castello. Un appuntamento che denuncera’ lo stato di abbandono e di distruzione di una delle piu’ importanti citta’ del mondo antico, in nome del fantomatico “sviluppo”
per info:
https://www.facebook.com/events/838832752842162/

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I compagni e le compagne dello Spazio CALeS
e del Tempo Rosso
presentano

La “Città sommersa” dalle Grandi Opere e devastazione

Domenica 22 Marzo – @ Spazio Cales a Sparanise,
via fabbrica delle armi bianche

– ORE 17 dibattito/assemblea
Territorio e messa a profitto. Grandi opere e devastazione sommergono beni e ricchezze destinate alle comunità!
(interverranno la Rete di Associazioni ArcheoCales e CalesCalvi)

– ORE 20 cena sociale

…..a seguire:
Musica Popolare con ARIANOVA
Tammorre, triccheballacche e putipù, per una serata immersa nella tradizione popolare calena.

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Cenni Storici

Le origini di Cales preromana sono leggendarie e si perdono nella notte dei tempi. All’epoca romana era attraversata, trasversalmente, dalla Via Latina (oggi S.S. Casilina, n°. 6) che, al Km. 187, la divideva in due parti: a nord, sopra una piccola altura, dove attualmente si vedono un Castello Medioevale, un vecchio Seminario e la Cattedrale romanica di Calvi, si ergeva 1′ “Arx” (la rocca o fortezza); a sud, nella parte bassa, si estendeva l”‘Urbs” (la città), con l’agglomerato urbano, il Foro, il Teatro, le Terme, I’Anfiteatro, i Templi ecc.
Zona di cuscinetto tra il Lazio e il Sannio, Cales, come le altre città della Campania, era contesa da entrambi per la sua posizione strategica . Nel 420 a. C. i Romani, sconfitti i Sanniti che l’occupavano, la ridussero a Colonia romana con diritto di conservare cittadinanza ed amministrazione propria e facoltà di battere moneta.
Paradossalmente fu proprio da colonia romana che Cales attraversò un periodo di grande prosperità. Già nota per la confezione dei “fictilia” (vasi di argilla), degli arnesi agricoli (aratri, torchi, zappe, badili, falci ecc.), per le sue acque termali, per la discreta qualità del vino, vide, in tale periodo, grandemente esaltate tali sue possibilità agricole ed artìgianali divenendo da semplice centro di consumo anche piccolo centro d’industria .
Non pochi sono gli scrittori romani che, per un verso o per un altro, menzionano Cales nelle loro opere. Così, ad esempio, Virgilio, Orazio, Giovenale, Strabone, Vitruvio, Catone, Plinio il Giovane ecc.
Purtroppo tale prosperità non durò a lungo perché, poco più di un secolo dopo, la fiorente colonia romana cadde di nuovo sotto il dominio dei Sanniti prima nel 298 a. C., e di Annibale poi, nel 211 Per colmo di sventura, trasferitasi la guerra punica dall’Italia nella Spagna, Cales dovette subire anche rappresaglie delle milizie romane per non avere fornito a Roma i richiesti aiuti militari e flnanziari. Inizia così per Cales il periodo oscuro della decadenza. I suoi abitanti (ormai pochi superstiti), esposti per secoli a continui saccheggi ed incursioni, decimati da epidemie e terribili calamità naturali (alluvioni, terremoti, ecc.), oppressi dai barbari prima e dai saraceni poi, alla fíne dell’ottavo secolo d. C., abbandonarono la loro patria, ormai distrutta, per cercare scampo altrove. Sorsero così i primi nuclei di quelli che sarebbero stati in seguito i futuri centri abitati di Calvi Risorta, Sparanise e Francolise, ad ovest dell’antica Cales; di Pignataro Maggiore e Camigliano, ad est. Dell’antica Cales, al presente, non rimangono che pochissimi ruderi in totale abbandono.

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