15 Marzo – Assemblea Popolare : la biomasse e la ex-Pozzi, sprechi di denaro e di risorse pubbliche || ACZR

A due anni dall’ inizio della lotta, è giunto il momento di presentare il conto a chi di dovere!

Riparte a pieno ritmo l’iter burocratico per la costruzione dell’ “inutile” Centrale a Biomasse del gruppo imprenditoriale marcianisano Iavazzi, finanziata con ben 17 milioni di euro di soldi pubblici.
Però la comunità calena è più veloce dei loro interessi, quindi ribadiamo il nostro parere negativo all’impianto. Quindi, se dai palazzi non ne tengono conto dell’opinione di decine di migliaia di persone, è di nuovo tempo di dettare dal basso l’agenda di lotta.

Invitiamo tutti e tutte a partecipare domenica 15 marzo alle ore 17.00 in villetta a Calvi Risorta, all’ Assemblea pubblica e popolare per aggiornare sulle novità e sullo stato dell’arte riguardanti l’impianto.
Inizieremo esponendo le novità sui terreni dell’Ex Pozzi, dove è prevista la costruzione dell’impianto criminale: con un video girato sulla particella di terreno di Iavazzi, con cui daremo prova di quanto è devastata tutta l’area, non solo sopra il livello terreno, ma soprattutto nel sottosuolo. Faremo infine un bilancio di due anni di lotta incessante, rilanciando una mobilitazione permanente e generalizzata sui territori, per i prossimi mesi.

Uno stato di agitazione che consegni un il conto a chi di dovere su tutte le questioni irrisolte che attanagliano le nostre comunità:

– la gestione del ciclo rifiuti e le bonifiche mancate di aree come quella della ex-pozzi;

– la centrale Biopower di Pignataro, un vero e proprio inceneritore che ritorna in vita per decisione del Consiglio di Stato;

– I 17 milioni di euro concessi ai Iavazzi per un’opera inutile, che possano essere invece fondamentali per investimenti volti al benessere dell’Agro Caleno;

Di questo e tanto altro parleremo, convinti che la strada che stiamo percorrendo da due anni è l’unica possibile per salvare il nostro territorio e fermare ulteriori scempi; siamo convinti che è tempo e occasione di presentare il conto di un malessere generalizzato che scontiamo ogni giorno nella nostra vita in questa periferia casertana, una sofferenza che ci viene imposta dagli stessi signori degli impianti, quelli delle magagne e degli sversamenti, quelli che elaborano politiche solo per vincere le elezioni, ma non vincono le elezioni per elaborare politiche.

I nostri morti di tumore aspettano ancora un degno risarcimento, i nostri vivi una vita degna., dove per vita degna pensiamo sia necessario porre al centro dei nostri confronti, delle nostre piazze, delle nostre iniziative, temi importanti quali una bonifica reale delle esistenze, passando inesorabilmente tramite il lavoro, il reddito e la felicità!
Ribadendo, di nuovo, che insieme possiamo fare la differenza, che insieme possiamo fermare la biomasse, e ogni altro tipo di attacco ai nostri territori e alle nostre vite.

Perché un movimento spinge sempre in avanti
Fermare la biomasse è possibile, si deve!

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