Pignataro: IUC, ennesima stangata?

1239513_10152237452397770_785424330_nPIGNATARO MAGGIORE – Si è tenuto lo scorso giovedì l’incontro convocato dall’amministrazione comunale avente ad oggetto la stesura del regolamento per l’applicazione della IUC, la nuova imposta ispirata alle logica dei sacrifici lacrime e sangue tanto cara all’esecutivo Pd/Ncd & soci. L’imposta interesserà sia il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti che i cosiddetti servizi indivisibili, più il prelievo sugli immobili (IMU). Un tassa che, facendo il paio con la sciagurata situazione finanziaria di tanti piccoli comuni, non farà altro che tentare di riparare al malgoverno ed alle inefficienze della pubblica amministrazione (vedi il caso Pignataro Patrimonio) andando a mettere le mani nelle tasche di chi già soffre le conseguenze drammatiche di crisi e disoccupazione.

L’incontro è stato fissato in seguito alle proteste contro l’aumento spropositato della TARES, che hanno visto per giorni i pignataresi assediare un comune completamente militarizzato. Una vittoria democratica di un movimento nato dal basso. Tuttavia, non ci sono state proposte concrete da parte dell’amministrazione la quale, per bocca del sindaco Raimondo Cuccaro, si è limitata a far presente che poco o nulla potrà essere fatto per mitigare l’impatto della nuova imposta, viste le stringenti necessità di bilancio. Ci chiediamo, dunque, nelle intenzioni degli organizzatori, a cosa sarebbe dovuto servire questo incontro, considerati (a detta di chi amministra) i quasi inesistenti margini di manovra.

Per questa ragione, abbiamo chiesto formalmente all’amministrazione Cuccaro di elaborare una bozza che tenga conto di quelle che sono, dal punto di vista del sindaco e dei suoi assessori, le esigenze del comune di Pignataro sia in termini finanziari che in termini di ‘equità’. Partendo da una base concreta e dettagliata si potrà iniziare a ragionare su eventuali miglioramenti da apportare, scendendo nello specifico ed evitando di ragionare in astratto come finora è avvenuto. A tal proposito, abbiamo chiesto all’assessore Ilaria Bovenzi, che ha condiviso il percorso della Rete Calena Beni Comuni e la battaglia contro la centrale a biomasse, di farsi garante della stesura di questa bozza, in virtù del suo ruolo politico nell’amministrazione Cuccaro ma anche della conoscenza delle posizioni dei movimenti del territorio in tema di ambiente, rifiuti e giustizia sociale. Attendiamo con fiducia.

Inoltre, visto il continuo riferimento da parte di sindaco ed assessori alle politiche di austerità dell’attuale Governo ritenute ingiuste, abbiamo chiesto all’amministrazione comunale, che vede la massiccia presenza del Partito Democratico (dal segretario cittadino Piernicola Palumbo allo stesso sindaco Cuccaro), di prendere pubblicamente le distanze dalla linea politica del proprio partito, lo stesso che ha inserito il pareggio di bilancio in Costituzione, dichiarato guerra ai poveri con il Piano casa di Renzi e Lupi ma che poi, sul territorio, esprime amministratori che cadono dalle nuvole rispetto al disastro economico e sociale che ci circonda, come se fare parte di un partito non implichi la condivisione delle scelte che opera a livello nazionale. Fare politica richiede innanzitutto assunzione di responsabilità, crediamo che sia giunta l’ora in cui il Partito Democratico pignatarese si assuma le proprie e ci dica cosa pensa di fare rispetto all’impoverimento di massa ed alla desertificazione industriale dell’Agro Caleno, oltre che sulla IUC, la TARES e chi non può pagarle.

csoa Tempo Rosso/Spazio CALeS

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