Centrale a biomasse: strada tutta in salita per Iavazzi & soci.

È ormai evidente che, dopo più di un anno di lotta, i rapporti di forza tra il movimento per la difesa del territorio e la speculazione che vorrebbe insediare una nuova centrale nell’AgroCaleno si sono completamente ribaltati. Dopo le innumerevoli iniziative di confronto e di protesta, oggi, all’indomani della tornata elettorale, il fronte pro-centrale è stato fortemente piegato.

In primo luogo, va registrata la recente presa di posizione netta dell’ASL CE/2che,interrompendo una lunga tradizione di ponziopilatismo istituzionale, si è dichiarata non favorevole all’insediamento di Iavazzi sottolineando per la prima volta la grave situazione di inquinamento dell’aria determinato prevalentemente dalla presenza della devastante turbogas di Sparanise. Il parere dell’ASL arriva in un contesto ufficiale, la conferenza dei servizi, e non può essere ignorato tanto che, a questo punto, secondo la normativa la vicenda dovrebbe essere esaminata dal Consiglio dei Ministri, interrompendo l’iter avviato in fretta e furia in Regione.

Ma non è tutto: il risultato elettorale di Calvi Risorta ha chiaramente premiato le liste che avevano apertamente aderito alle ragioni del ‘No’ e, all’interno delle stesse, i candidati che personalmente hanno fatto parte del Comitato. L’esito del voto è stato l’isolamento politico di Caparco il cui consenso è letteralmente crollato, complici gli scivoloni in mondovisione ancora oggi cliccatissimi in rete. Caparco, l’unico sponsor politico dichiarato della centrale di Iavazzi ha pagato nelle urne la propria arroganza e la presunzione di poter fare giochetti puerili sulle spalle della comunità (“della centrale non so niente”,“il comune non ha potere di intervenire” e tutte le balle cosmiche che è riuscito ad inventarsi). Era stato messo in guardia, non ha voluto ascoltare. Relativamente alle amministrative nel comune di Sparanise, anche qui, il neosindaco Antonio Merola, si è largamente espresso, in campagna elettorale, contro l’insediamento della biomasse impegnandosi a mettere a disposizione del comitato gli uffici comunali e ad impedire, con ogni possibile atto amministrativo, la realizzazione dell’impianto.

A tutt’oggi, dunque, nessun amministratore nell’Agro Caleno sostiene lo scellerato progetto di Iavazzi.Ora, semplicemente, si tratta di passare ai fatti. Il primo obiettivo resta la conferenza dei servizi dove alla contrarietà di tutti i comuni limitrofi si dovrà aggiungere quella, fondamentale, del comune di Calvi Risorta. Un parere negativo del nuovo sindaco, insieme a quello dell’ASL e degli altri comuni, significherebbe issare un muro contro l’intento speculativo di chi vorrebbe rifilarci il solito impianto inutile ed inquinante. E il parere negativo di Giovanni Marrocco è quello che ci aspettiamo, così come siamo sicuri che il sindaco Merola darà seguito ai suoi impegni.

Per le ragioni fin qui esposte e per elaborare una comune strategia vincente che possa dare alle tante donne ed uomini dell’Agro Caleno una risposta seria e definitiva alla questione della centrale a biomasse chiederemo, nei prossimi giorni, un incontro con i sindaci del territorio. Sia i primi cittadini che gli uffici comunali hanno il potere, anzi il dovere, di intervenire a tutela della salute pubblica e dell’ambiente.

Per parte nostra, continueremo adessere presenti nelle strade e nelle piazze dell’Agro Caleno, continuando la nostra battaglia fino alla vittoria ed oltre.

Comitato per l’Agro Caleno: nocentrale a biomasse

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