IL 27 GENNAIO, LA NOSTRA MEMORIA VIVE NEL PRESENTE!

Il 27 gennaio si svolgeranno le celebrazioni della Giornata della Memoria, si ricorderà la Shoah ed il copione sarà lo stesso: discorsi intrisi di retorica, rievocazione e testimonianze dei sopravvissuti. Ma la nostra domanda semplice è: si può chiedere “memoria” per alcuni, negandola ad altri?

Soprattutto si può chiedere memoria per un popolo quando quello stesso poi continua a perpetrare una politica di morte e distruzione nei confronti dei Palestinesi?

L’esercito israeliano – il più “morale” al mondo (ma quale altro esercito al mondo pretende persino di essere “morale”?) – si è macchiato di atrocità e di crimini di ogni sorta, sparando all’impazzata e senza alcuna cautela, usando armamenti proibiti, colpendo edifici civili o strutture internazionali. Infatti continua la costruzione di nuove colonie, continua l’accaparramento e il controllo dell’acqua da parte di coloni israeliani, continuano gli omicidi mirati e la distruzione delle strutture sanitarie e sociali palestinesi. La striscia di Gaza è diventata un lager a cielo aperto, soggetta ad embargo da anni. Insomma un vero e proprio sterminio di massa!

Intanto nella “civile” Israele si festeggia il criminale defunto Ariel Sharon, autore delle stragi di Sabra e Chatila, acclamato come eroe nazionale.

E che senso ha, oggi, ora, una Giornata della Memoria celebrata da chi – come ha fatto la comunità ebraica italiana – si è compattamente schierato a negare ogni crimine e a giustificare, se non addirittura esaltare, i crimini bestiali di un esercito che si limita solo, per carità, a difendere la sicurezza di Israele. Gli ebrei di ieri sono i palestinesi di oggi!

VITA, TERRA E LIBERTA’!

PALESTINA LIBERA!!!

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