No Centrale a Biomasse. L’agenda non la detta una diffida, ma la rabbia delle comunità

AGRO CALENO – Dal presidio alla cava Calce Idrata di Sparanise, al corteo che ha visto 2000 persone scendere in strada il 26 ottobre a Calvi Risorta per dire NO alla centrale a Biomasse che Iavazzi Ambiente Srl vorrebbe costruire nell’area ex Pozzi, la determinazione delle comunità dell’Agro Caleno è stata sempre la stessa:non delegheremo mai più la nostra salute e i nostri territori a nessuno, saranno le comunità a difendere le comunità.

Il 26 ottobre tra mamme, bambini, giovani e anziani, le comunità hanno invaso, occupato e bloccato la S.S. Casilina, chiedendo un incontro col Prefetto a cui poter esporre le proprie esigenze. La richiesta non è stata ascoltata, così si è deciso in risposta che sarebbero state le comunità ad andare a Caserta per incontrarlo.

Un incontro programmato per Giovedì 7 Novembre, con in presidio una delegazione dell’Agro Caleno in attesa di essere ricevuti. Per l’occasioni la società civile si è ricompattata: i sindaci contro la centrale hanno offerto i pullman, il comitato ha organizzato il viaggio e le comunità pronte a partire.

La questura di Caserta pare abbia deciso che le istanze de cittadini sono troppo scomode per essere ascoltate, quindi, con un’azione degna delle peggiori dittature, ad un giorno dall’incontro, diffida gli attivisti del Comitato Popolare, i sindaci e perfino le ditte dei pullman che ci avrebbero trapostati in città, dal presentarsi a Caserta. Per di più mandando volanti e camionette di carabinieri e finanzieri nei luoghi dove erano previste le partenze.

Le conclusioni sono ovvie: le istituzioni chiudono gli occhi ma anche le orecchie e non sono disposte ad incontrarci, mettendo in campo tattiche repressive segno solo di chiusura e di paura nei confronti delle istanze ben più che legittime delle comunità che sono stanche di subire impianti, sotterramenti, veleni e devastazione. Per questo dall’assemblea avutasi, dopo esserci radunati tutti in villa a Calvi Risorta, si è giunti a conclusione che non resteremo di certo ad aspettare un incontro che è chiaro a tutti non voler concedere.

La battaglia prosegue, e da questo momento anche in maniera più forte visto che il muro eretto dalla controparte, per non ascoltare le popolazioni, diventa sempre più alto. Annunciamo iniziative e azioni, ci incontreremo nelle assemblee e nei consigli Popolari, pronti a scendere in piazza secondo le nostre  esigenze. L’agenda delle lotte non la detta una diffida, ma le comunità.

Sempre più convinti rilanciamo quelle parole che sono motore della protesta che si sta montando nell’Agro Caleno: LE COMUNITA’ DIFENDONO LE COMUNITA’

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