Mai pagheremo lo sviluppo a suon di inquinamento e tumori!!! No alla Biomasse di Calvi, verso il 21 e il 25 luglio!

Continuano incessanti le attività del Comitato per l’Agro Caleno contro la centrale a Biomasse nella zona ex- Pozzi.

Non solo banchetti informativi e raccolta-firme, ma due date importanti in calendario, Domenica 21 con la passeggiata archeologica alla scoperta dell’antica Cales h.17.00 e il Consiglio Popolare di Giovedi 25 h.18.30, di fronte al Comune di Calvi, per riprenderci la democrazia a fronte della richiesta inascoltata di un consiglio comunale aperto.

Una componente eterogenea e in continua crescita, è quella del NO alla Biomasse di Calvi, pronta a tutto pur di contrastare le scelte che vorrebbero l’Agro Caleno snodo di profitto e di speculazione, per gli interessi di pochi e i danni a discapito dei tanti.

Come da copione, con la crescita del fronte anti-centrale aumentano anche gli atteggiamenti di negazione della democrazia e i tentativi di chiusura degli spazi di agibilità per chi si oppone all’espropriazione dei territori. È cosi, che coloro che sentono la minaccia di vedere smascherati i propri piani vorrebbero controllare nelle proprie mani l’incontrollabile rabbia delle comunità che diventa sempre più diffusa nel non volere la messa a profitto dei propri territori. Siamo ormai stanchi di vedere che una minoranza pensa ancora di trovare vantaggio attraverso lo sviluppo spietato che non considera le esigenze della collettività, propenso solo ad un ulteriore inquinamento finalizzato all’accumulo di capitale, insomma riproducendo quei vecchi modelli politico-affaristici a cui da decenni ci hanno abituati, anche e soprattutto qui, in Terra di Lavoro.
Cieco, risulta essere inoltre, l’atteggiamento che l’amministrazione comunale calena continua ad assumere in merito alla questione biomasse. Difatti, con il parere favorevole ribadito a più riprese alla costruzione dell’impianto, non si è ancora resa conto che in una zona già altamente inquinata, ai confini con un’area archeologica che subirebbe così il colpo mortale, a pochi passi dalla centrale Turbogas di Sparanise (nota anche come l’affaire Cosentino) e vicinissima alla Centrale a Biomasse (non in funzione) di Pignataro Maggiore, solo un interesse ben radicato nel malaffare potrebbe volerne la realizzazione.

Atteggiamento cieco che è stato ulteriormente mostrato pochi giorni fa in un’intervista trasmessa all’interno della puntata di Kronos, il tempo delle ideeOltre alla solita confusione quasi mistica e all’arroganza a cui ci hanno già abituati Caparco & Co., questa volta, però, si sono superati; dicono di non sapere niente della Centrale che dovrebbe sorgere ma poi spiegano, in maniera più che dettagliata, che si tratta di una centrale a biomasse da FORSU . Fra i tanti, lo scivolone eclatante arriva con le affermazioni dell’Assessore Martino:

l’inquinamento e le malattie sono il giusto prezzo per lo sviluppo” (sic).

Parole allarmanti perché, oltre ad essere un grave attacco alla vivibilità delle nostre terre, risultano essere emblematiche per capire che il linguaggio utilizzato dall’Assessore non sarà mai compatibile con le esigenze di difesa del territorio, incuranti delle comunità e di tutti coloro che quotidianamente fanno i conti con tumori, con tutti gli effetti che l’inquinamento locale produce, con le scelte scellerate che da anni subiamo sulla nostra pelle a causa di connivenze politico-imprenditoriali non interessate alla tutela delle terre, delle vite e delle produzioni coltivate e coltivabili. Ci pare chiaro, anche, che tali dichiarazioni siano solite riempire la bocca di coloro che sono abituati a fare profitto sulle vite e sui territori, imponendoci la morte come prezzo da pagare per lo sviluppo.

A questi scenari di morte preferiamo viaggiare su percorsi di vita fatti di riappropriazione dei nostri territori, di difesa e di opposizione a tutte quelle scelte che vorrebbero imporci e farci accettare come popolazioni inerti ed inermi.

Ribadiamo che non siamo ricattabili, che gli atteggiamenti inquisitori e il clima di censura, che ultimamente dilagano nel contesto caleno non ci fanno paura anzi, fanno parte del problema da distruggere.

Concludiamo con un’ultima postilla: contro gli attacchi manovrati da avvoltoi in cerca di soldi noi saremo sempre in prima linea per la difesa del nostro territorio. Speriamo che chi ancora non si sia reso conto dell’inopportunità della realizzazione della Biomasse a Calvi, provveda a cambiare direzione.

La riqualificazione che vogliamo è quella delle nostre vite, la bonifica di cui parliamo è quella collettiva, intesa come riappropriazione dei nostri territori e soprattutto di reddito, non nell’ottica clientelare o della coercizione che ci pone dinanzi all’aut-aut lavoro – salute.

Inoltre, all’Ass. Martino diciamo che non siamo e non saremo mai i giovani dai 50 euro in tasca, come insinuato sempre nell’intervista, ma siamo donne, uomini, bambini, giovani e anziani di Terra di Lavoro che non cedono ai ricatti, con cui, a causa delle scelte scellerate, i politici locali dovranno fare i conti e soprattutto, tenerne conto!

Comunicato stampa
Comitato per l’Agro Caleno: No alla Centrale a Biomasse

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