Tafferugli alla visita di Zinzi jr che scappa da Pignataro con la coda tra le gambe; Un paese militarizzato che non gradisce le passerelle elettorali!!!

Pignataro Maggiore –Dura contestazione e tafferugli alla visita del candidato alle politiche Gianpiero Zinzi durante il suo tour di campagna elettorale. La contestazione organizzata dagli attivisti autonomi e delle lotte a difesa dei beni comuni, è cominciata ben un ora prima dell’arrivo di Zinzi in paese. Gianpiero Zinzi è figlio del ben più noto Mimi’, presidente della provincia di Caserta, maggior sponsor della realizzazione del gassificatore di Capua, e proprio la lotta contro il gassificatore è stata la motivazione che ha fatto scattare la contestazione di Pignataro e quella di Sparanise di qualche giorno fa. Aria tesa in piazza Umberto I, i militanti sono arrivati in piazza prima del previsto e hanno cominciato a scandire slogan contro il gassificatore, le privatizzazioni e la devastazione del territorio. Il giovane Zinzi il cui arrivo era previsto per le 19:00, è arrivato con più di un’ora di ritardo a causa dei blocchi organizzati dai militanti. Momenti di grande tensione all’arrivo in piazza, quando con una foltissima scorta Zinzi jr. è riuscito a intrufolarsi di soppiatto nella sede prevista per l’incontro. Il paese è stato completamente militarizzato a fronte dell’arrivo di un signor nessuno, decine di carabinieri e poliziotti hanno fatto da cricca al servizio di Zinzi jr. Assicuriamo che l’incontro è stato brevissimo e pieno di imbarazzo per i pochissimi pignataresi corsi a salutarlo. La tensione è salita all’uscita dall’incontro, meno di mezz’ora dall’inizio, quando i militanti e anche tanti pignataresi hanno impedito l’uscita di Zinzi junior, che è riuscito a scappare, letteralmente, grazie alla folta scorta di forze dell’ordine; sono scoppiati tafferugli che hanno accompagnato il giovane Zinzi fin dentro l’auto delle forze dell’ordine. Insomma il candidato dell’Udc se ne è dovuto letteralmente scappare dalla cittadina dell’agro caleno, segno inequivocabile che non è persona gradita su questi territori.

I giovani militanti hanno scandito slogan contro l’austerity e contro la devastazione ambientale, e, una volta scappato Zinzi hanno conquistato il centro di piazza Umberto I, dove hanno incendiato la bandiera dell’Udc prelevata da fuori la sezione locale. Insomma una contestazione annunciata e radicale, che ha dimostrato la radicazione e il la legittimità dei militanti del Tempo Rosso nel centro dell’Agro Caleno. Quella di Pignataro è stata solo una delle tappe verso la scadenza elettorale, data che i militanti hanno detto di voler attraversare con conflittualità, ribadendo che il cambiamento avviene nelle strade e nelle piazze e non in un seggio elettorale. Dopo la contestazione a Novi a Pignataro, la contestazione e i tafferugli contro Zinzi a Sparanise prima e a Pignataro poi, e le azioni comunicative con striscioni e manifestoni, continua il percorso che accompagnerà l’agro caleno fino a fine mese. Due nuovi appuntamenti sono in calendario e cioè il corteo studentesco del 15 febbraio a Capua e il presidio di protesta a Vitulazio contro l’emergenza rifiuti di sabato 16, una progettualità, quella degli autonomi dell’agro caleno, che sta dimostrando la reale necessità di conflittualità sociale in questa terra di devastazioni, fame, miseria e lutto. Non un passo indietro, nemmeno per prendere la rincorsa.

Il cambiamento sta nelle strade e nelle lotte, non in una cabina elettorale!

Csoa tempo rosso

Antagonisti e autonomi in terra di lavoro

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