Dove non si fa politica non ci sono collettivi, quindi non c’è organizzazione–occupato l’itis Galileo Galilei di Sparanise

Oggi una testata giornalistica della provincia parla delle occupazioni che si sono avute a Vairano, ma la cosa che più ci duole è il fatto che si pcasarla di due scuole occupate e di studenti che poco sanno quello che stanno facendo. Vairano è l’esempio lampante di come che se nelle scuole non si fa politica, quindi non ci sono collettivi studenteschi, le occupazioni prendono pieghe per niente positive, infatti quando si parla di 300 ragazzi che poi ne diventano appena 20 e che poco sanno  il perchè stanno occupando, si parla di scuole dove all’interno non ci sono collettivi autonomi ed autorganizzati e scuole che lasciano ampio spazio al sistema della rappresentanza lasciando nelle mani dei rappresentanti d’istituto tutte le decisioni e le motivazioni delle occupazioni,diversamente dal Da Vinci che funziona nel modo più autonomo possibile, quindi ottimamente.

Questo non va bene!Lo sappiamo anche noi ma purtroppo non tutti gli istituti hanno al loro interno collettivi studenteschi che riescano a caratterizzare politicamente le occupazioni, ma questo è solo colpa vostra!…Si è colpa della mala informazione asservita al sistema che propaganda solo notizie di favore sui giornali e non parla di tutte le altre occupazioni d’Italia, della crezione di nuovi collettivi, “del bello” di autorganizzarsi e del fermento politico e di dissenso che pervade la penisola tutta. E’ colpa dei presidi tutti e della classe insegnate che non spronano la crezione di coscineza critica da parte degli studenti, non li spingono a fare politica perchè per molti di politica non bisogna parlarne nelle scuole, ma come si fa? Forse della vostra politica non bisogna parlarne, e siamo daccordo, della politica degli affari e degli accordi loschi, della politica delle mafie ma non della politica degli studenti fatta dal basso e per niente in modo verticistico, anzi cercando di portare un modello quanto più orizzontale possibile quale l’assemblea (non quella dove parlano i rappresentati e poi basta).

Ma ciò non toglie che queste occupazioni poco politicizzate non abbiano importanza, anzi proprio queste sono la pura rappresentazione del disagio sociale che oggi c’è in Italia soprattutto quando episodi di mala organizzazione o di devastazione delle scuole nelle occupazioni si presentano in istituti frequentati dalla parte della popolazione più colpita dalla crisi che quindi sviluppa una certa rabbia difficile da canalizzare per “ignoranza politica ed organizzativa”, ma è proprio quella rabbia il fattore politico più importante.

SIAMO FURTTO DELLE VOSTRE IDEE E DEI VOSTRI INSEGNAMENTI: SIAMO FIORI NATI DALLE VOSTRE IDEE DI MERDA

non ci rappresenta nessuno, contrari alla rappresentanza: AUTONOMIA ED AUTORGANIZZAZIONE DAL BASSO IN OGNI ISTITUTO ED IN OGNI QUARTIERE

cas apache-student* autonom* in lotta

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