I NoTav in provincia di Caserta per incontrare i NoGas.

Una delegazione dalla Val di Susa al dibattito di Pignataro.

I No-Gas della provincia di Caserta che si battono contro il gassificatore che dovrebbe sorgere a Capua e i Valsusini del movimento NoTav che, da 20 anni, si battono contro la linea ad alta velocità si incontreranno a Pignataro Maggiore sabato 19 maggio durante il dibbatito “Dalle lotte globali alle lotte locali” promosso dal centro sociale Tempo Rosso per i suoi 13 anni di storia e durante il quale sarà presentato il libro “La collera della Casbah” (Fulvio Massarelli – X Edizioni) sulla rivoluzione tunisina con la presenza dell’autore.

Un incontro che era nell’aria già da qualche tempo e che si va a svolgere a pochi giorni della prima grande vittoria popolare contro il gassificatore di Capua ottenuta durante la seduta del consiglio comunale aperto, occasione che ha visto il movimento NoGas esprimere una fortissima mobilitazione da tutto l’alto casertano. È da tempo infatti che, soprattutto i militanti dell’Agro Caleno cresciuti nelle grandi battaglie popolari di Pignataro e Sparanise, sostengonola lotta NoTav sul territorio con iniziative, dibattiti e azioni di lotta.

Un sostegno che nasce proprio dalle molte similitiduti che negli anni hanno accomunato gli abitanti della Val Di Susa con quelli della Campania, con obiettivi diversi certo, ma con la stessa spinta delle comunità verso una maggiore autodeterminazione, prova ne è il fatto che durante le iniziative NoGas sono sempre presenti le bandiere del movimento NoTav, quasi a voler rimarcare il filo rosso che collega le due vicende.

Sabato 19 infatti al dibattito, che prenderà il via alle 17,30 presso il Tempo Rosso, ci saranno gli esponenti delle reti, dei comitati e delle associazioni che formano il largo fronte NoGas, delegazioni da tutta la zona di Napoli ed in particolare da Terzigno, che per la prima volta si confronteranno con la ben più lunga e salda vicenda NoTav. Qualcuno sta gia parlando di “Gemellaggio delle comunità in rivolta” e non si escludono ulteriori e future iniziative congiunte e momenti di confronto. La discesa del movimento NoTav nell’Agro Caleno per portare solidarietà ed esperienza è un altro bel colpo del fronte NoGas che sta dimostrando di saper far allargare e crescere la protesta popolare forte delle proprie ragioni. Dall’altro lato c’è chi, come il sindaco di Capua Antropoli, resta sempre più isolato sulle proprie insostenibili posizioni, come già è stato ampiamente dimostrato nelle ultime settimane.

Tracciare un filo che collega la provincia di Caserta con la Val di Susa rende indubbiamente il movimento casertano più forte e capace di maggiore forza comunicativa, ormai obiettivo primario per i NoGas, che stanno lavorando a rompere la naturale “cappa” di silenzio e di asservimento dei media data la perifericità della zona. Altro motivo di similitudine e confronto con i NoTav: anche la Val di Susa è infatti una zona periferica, ma il movimento ha saputo rompere l’isolamento e comunicare a tutto lo stivale. Per questa ragione i militanti caleni guardano con molta attenzione e analisi a questa esperienza, per cercare di abbattere il silenzio e la chiusura in cui versa l’entroterra casertano.

Non siamo certo a zero, l’essere stati capaci di portare a Capua cittadini da diverse comunità limitrofe sta dimostrando il grande lavoro del movimento. Un messaggio chiaro a tutti gli abitanti della zona: i NoGas sono tantissimi sul territorio e non sono soli, anzi, il movimento si allarga e costruisce relazioni e rapporti in tutta la penisola, accendendo i riflettori, che qualcuno vorrebbe tenere spenti, sulla realtà capuana.

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