Contestazioni a Napolitano: una tendenza che va nella direzione giusta!

da infoaut.org

Che Napolitano non fosse più portatore di quella sacralità e di quel consenso largo che sembrava avere nella fase di transizione dalla caduta di Berlusconi al governo Monti, sembrava chiaro già da un po. Il 30 gennaio bolognese, con la dura contestazione e le cariche della polizia durante la consegna di una laurea ad honorem al presidente della Repubblica da parte dell’Università di Bologna, ha rappresentato sicuramente l’inizio di un importante tendenza. A Bologna seguì un’altra dura contestazione, stavolta in una Sardegna messa in ginocchio dalla crisi. In quel giorno, l’esigenza di Giorgio Napolitano di difendersi affermando “non sono il presidente delle banche” è stato il chiaro segnale di come quelle contestazioni avevano colpito nel segno, smascherando così il ruolo estremamente politico, e quindi per nulla super partes come si vorrebbe far credere, del presidente.

Ed è proprio in questo quadro che si pone l’ennesima contestazione subita dal “presidente delle banche” a Capua (Ce) da parte di centri sociali e comitati ambientali. Proprio a Capua, nel bel mezzo di Terra di Lavoro, quella che una volta era la “Campania Felix”, un territorio ormai massacrato dalla speculazione, dal disastro ambientale e messo in ginocchio dalla crisi, con uno dei tassi di disoccupazione più alto del paese e migliaia di casse integrazioni. “Abbiamo pagato lo ‘sviluppo’ non pagheremo la crisi” recitava uno degli striscioni. A fronte di una speculazione edilizia senza precedenti e di un massacro del territorio e dell’ambiente che da decine di anni dura imperterrito, sempre spacciato come sviluppo e fonte di lavoro, esattamente come per la Tav in Valsusa, ci sembra davvero calzante.

La contestazione di oggi in opposizione al governo Monti-Napolitano si pone all’interno di una quadro di crisi drammatico per tutta Terra di Lavoro che vede giorno per giorno sempre più aziende chiudere i battenti. Una lotta che va anche in questo caso a saldarsi con la difesa dei beni comuni, in un territorio che da anni vede la sua popolazione battersi contro un’emergenza rifiuti perenne imposta dall’alto. E proprio a Capua si combatte un’altra dura battaglia contro l’ennesimo eco-mostro, un mega gassificatore da 90000 tonnellate che il presidente della provincia Zinzi, con la complicità di molti sindaci, vorrebbe istallare su quel territorio.

Queste sono le tendenze che ci piacciono, le tendenze che vanno nella giusta direzione.

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