Bologna: No a Napolitano e al debito in università

Il Rettore dell’università di Bologna Ivano Dionigi ha deciso, qualche settimana fa, di assegnare al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano una laurea honoris causa in Relazioni Internazionali. La cerimonia è in programma per il prossimo 30 gennaio, e coinciderà con l’inaugurazione dell’anno accademico dell’ateneo più antico del mondo. Ma dagli studenti parte subito l’annuncio della contestazione.

Gli studenti e le studentesse di Bologna che hanno costruito in questi mesi il percorso della campagna OccupyUnibo, campagna nata in opposizione alla dittatura del debito impersonata a turno dal governo Berlusconi prima e da quello Monti ora, hanno immediatamente annunciato la volontà di contestare questa decisione, ritenendo “un affronto che l’Ateneo voglia concedere un titolo di questo genere ad una persona che lungi dal ruolo superpartes che impersonifica, è direttamente responsabile della consegna del potere del nostro paese alle banche e alla finanza internazionale. ”

“Per non parlare – continua il comunicato di #OccupyUnibo – del suo ruolo decisivo nella partecipazione del nostro paese alla guerra di Libia, della firma da lui apposta a tutte le peggiori leggi del Governo Berlusconi, come la legge Gelmini o il lodo Alfano, del fatto che abbia istituito lui per primo i CPT simbolo di quel razzismo istituzionale che ghettizza il migrante e lo rende vittima, in ultima istanza, di tragedie come quella di Firenze.”

Ieri è stata messa in atto un’azione comunicativa in Segreteria Studenti, in cui è stata annunciata anche la volontà nei prossimi mesi di creare mobilitazione contro l’applicazione reale della riforma Gelmini in università. Incidenza sempre maggiore dei prestiti d’onore, continuo ricorso al lavoro nero sia dentro l’università che come meccanismo per sostenerne i costi d’accesso ( talvolta tragico, se si pensa ai fatti di Trieste) come ad esempio le sempre crescenti tasse universitarie o la parallela diminuzione dei fondi concessi per borse di studio o per alloggi a prezzo agevolato come gli studentati.

Momenti di lotta dunque capaci di cogliere dove il meccanismo del debito e del business colpisca nel profondo, nella materialità delle condizioni di vita. A questo pro è stato creato, nell’aula occupata di Via Zamboni 32, uno “Sportello contro il debito”. Se il governo tecnico (ma solo a parole) ispirato da Napolitano ha deciso di insediare all’istruzione Francesco Profumo, ex membro di Unicredit e pesante assertore dell’aziendalizzazione dell’università..gli studenti e le studentesse di Bologna sono pronti a dire..”Giorgio, la laurea te la consegneremo noi!”

per saperne di più

il sito del Collettivo autonomo universitario Cua Bologna

Articolo de la Repubblica Bologna: Indignados contro Napolitano

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