Ci siamo. Terra di Lavoro si prepara a scendere in piazza per difendere il territorio, per dire un secco “No!” alle politiche speculative che, in nome di presunte esigenze energetiche e delle endemiche difficoltà del ciclo di smaltimento dei rifiuti, aggrediscono il territorio regalando alla provincia di Caserta il primato di morti per patologie gravi di ogni genere. I vantaggi economici sempre promessi (e mai arrivati) sono ancora, caparbiamente, utilizzati dalla politica per sponsorizzare grandi insediamenti. Ma la cantilena, il disco rotto dello sviluppo e della occupazione, ripetutamente rifilato ai cittadini casertani, appare null’altro che una vuota litania alle orecchie e agli occhi di chi ha dato molto, senza ricevere niente. Qualcosa si sta inceppando, nel meccanismo del consenso clientelare. Continua a leggere
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Terra di Lavoro per i beni comuni: A febbraio un ciclo di iniziative e mobilitazioni per unire il fronte contro la speculazione
Capua: in piazza contro la crisi, solidali e complici con le battaglie per i Beni Comuni
Si è scesi in piazza, finalmente, stamattina a Capua. Si è scesi in piazza da autoconvocati, spontaneamente, per lanciare un segnale di dissenso verso i sacrifici ancora una volta richiesti ad un sud allo stremo. “Abbiamo pagato lo ‘sviluppo’, non pagheremo la crisi!” recitava lo striscione che il centro sociale Tempo Rosso ha portato in piazza a cercare di rappresentare, con uno slogan, quella che appare la parte assegnata ad un territorio ed ai suoi abitanti nella grande sceneggiata dell’economia nazionale.
Giggino, Nicola e noi. Considerazioni a freddo sul mancato arresto del politico casalese.
Giggino ‘a Purpetta, al secolo Luigi Cesaro, parlamentare PDL e presidente della Provincia di Napoli, esplode in un’espressione di giubilo incontrollato di fronte alla notizia: Nicola è salvo, l’amico Cosentino non finirà in carcere. Lacamera, con il voto dello scorso 12 gennaio dice “No” alla richiesta d’arresto emanata della Procura di Napoli nei confronti del deputato campano Nicola Cosentino. Continua a leggere
L’unica battaglia che si perde è quella che non si vuol combattere.

La nuova richiesta d’arresto emessa nei confronti dell’ex sotto segretario all’economia dell’ultimo Governo Berlusconi, il casalese
Nicola Cosentino, ha risollevato l’attenzione dell’opinione pubblica sulle vicende che vedono protagonista il noto esponente politico casertano.
Nell’Agro Caleno, si riaccende il dibattito pubblico sugli effetti che le scelte politiche dettate da colui che è stato definito dalla magistratura il “referente politico nazionale del clan dei casalesi” hanno avuto sul territorio. Decenni di pratiche clientelari, di saccheggio dei beni comuni, di aggressione all’ambiente e di negazione dei diritti e degli spazi di democrazia sono il prodotto di quella perversa commistione tra Stato e criminalità organizzata al servizio del capitale, che ben si sintetizza nella figura dell’ex sottosegretario. Emblema di questa commistione è apparsa, fin dall’inizio, la vicenda della Centrale Termoelettrica di Sparanise.




