Processo Nappi: archiviata la posizione di tutti i manifestanti coinvolti.

Santa Maria Capua Vetere (CE) - Il GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha sciolto la riserva per i fatti del 18 settembre del 2010 quando, a Pignataro Maggiore, una folta schiera di lavoratori, studenti, precari e disoccupati contestò un convegno “farsa” sul lavoro indetto dal consigliere comunale pignatarese Magliocca e dallo stato maggiore campano del PDL di allora, ovvero da Nappi, Cosentino e Landolfi.

Le accuse agli indagati per i reati di “Radunata Sediziosa”, “Resistenza Aggravata verso Pubblico Ufficiale” e “Travisamento del Volto” sono state definitivavente archiviate facendo sgonfiare l’ennesima bolla di sapone giudiziaria artatamente costruita con l’obiettivo di screditare i movimenti dell’autorganizzazione casertana.

Ancora una volta, in provincia di Caserta, militanti ed attivisti del CSOA Tempo Rosso di Pignataro Maggiore, del CSOA Spartaco di Santa Maria Capua Vetere e dell’Unione sindacale di Base, così come alcuni tra i più noti esponenti dei movimenti in Campania aderenti a sigle come le napoletane Banchi Nuovi (che organizza le lotte dei disoccupati) e Precari BROS, sono stati oggetto di goffi tentativi intimidatori sfociati in un nulla di fatto: è stato negato il rinvio a giudizio, ordinando l’archiviazione del provvedimento e sancendo la vittoria delle lotte sociali.

Seppure rivendichiamo con forza il diritto alla resistenza ed alla disobbedienza rispetto a leggi ingiuste e liberticide è da registrarsi il dato di una continua pressione esercitata dalle istituzioni nei confronti delle voci davvero libere, autonome ed indipendenti che sul territorio si battono contro il malaffare diffuso. In più di dieci anni di attività, infatti, centinaia sono state le denunce ai danni dei nostri militanti che sono sfociate nell’archiviazione e, laddove si è arrivati a processo, nella piena assoluzione degli imputati. Ciò configura un quadro di chiara ed esplicita persecuzione giudiziaria nei confronti di chi non intende piegarsi al sistema di potere che governa la nostra terra.

Se la Questura di Caserta, invece di cercare di arginare l’inesorabile avanzata dell’indignazione popolare con strumenti patetici utili solo a sperperare denaro pubblico e ad intasare il già farraginoso meccanismo della giustizia italiana, si dedicasse a contrastare i criminali-affaristi che quotidianamente affossano la nostra terra, come coloro che hanno appiccato l’incendio all’Ilside di Bellona a tutt’oggi rimasti ignoti, probabilmente recupererebbe un minimo di credito e dignità agli occhi dei cittadini di Terra di Lavoro.

Cogliamo l’occasione per ringraziare l’avvocato caleno Giovanni Merola che, generosamente, ha assistito tutte le persone denunciate a titolo gratuito come gesto di sostegno a lotte sacrosante che appartengono a tutti e tutte.

Le lotte sociali non si processano!

CSOA Tempo Rosso, CSOA Spartaco, Unione sindacale di Base

 

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