Si scesi in piazza, finalmente, è stamattina a Capua. Si è scesi in piazza da autoconvocati, spontaneamente, per lanciare un segnale di dissenso verso i sacrifici ancora una volta richiesti ad un sud allo stremo. “Abbiamo pagato lo ‘sviluppo’, non pagheremo la crisi!” recitava lo striscione che il centro sociale Tempo Rosso ha portato in piazza a cercare di rappresentare, con uno slogan, quella che appare la parte assegnata ad un territorio ed ai suoi abitanti nella grande sceneggiata dell’economia nazionale. Prima l’emigrazione e lo sradicamento, per sostenere lo sviluppo del sistema industriale italiano localizzato soprattutto a nord. Continua a leggere
Capua: in piazza contro la crisi, solidali e complici con le battaglie per i Beni Comuni
#APERCRISIS pt. 10
COME OGNI DOMENICA RITORNA L’APPUNTAMENTO CON L’APERICRISIS
29/02/2012
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Ed è vero che, come ha osservato qualcuno, le rivendicazioni di questa esplosione di protesta sono tante e tali che a guardarle ti fanno venire le vertigini. E come potrebbe essere altrimenti? Come ci si aspetta che dovrebbe essere, nell’Italia di oggi e nel meridione, la piattaforma perfetta e condivisa di un sommovimento che, per essere tale, è necessariamente portatore di istanze diverse e molteplici?
In verità molti si sono chiesti, nel passato più o meno recente, come sia stato possibile tenere in piedi la pace sociale in un paese alla deriva. Il meridione d’Italia è stato interessato da una questione sociale annosa, discussa e ridiscussa ma che, senza ombra di dubbio, resta irrisolta se non addirittura assunta a paradigma di un modello di accumulazione capitalistico in cui lo sfruttamento e l’indotta arretratezza di una parte consistente del territorio, sono presupposto e garanzia dello “sviluppo” del resto del Paese. Continua a leggere
Giggino, Nicola e noi. Considerazioni a freddo sul mancato arresto del politico casalese.
Giggino ‘a Purpetta, al secolo Luigi Cesaro, parlamentare PDL e presidente della Provincia di Napoli, esplode in un’espressione di giubilo incontrollato di fronte alla notizia: Nicola è salvo, l’amico Cosentino non finirà in carcere. Lacamera, con il voto dello scorso 12 gennaio dice “No” alla richiesta d’arresto emanata della Procura di Napoli nei confronti del deputato campano Nicola Cosentino. Continua a leggere
L’inasprirsi della crisi ha inevitabilmente innescato una serie di focolai di lotte principalmente in quei territori in cui, ancor più che in altri, si avverte il fardello di una politica fatta di speculazioni, resa concreta nella pratica dalla componente istituzionale dei partiti ma rispondente agli interessi di potentati economici legali o di stampo malavitoso.
